Di Beatrice Mele
Cime tempestose, “adattamento” dal capolavoro di Emily Bronte pubblicato nel lontano 1847, è l’ultimo film di Emerald Fennell, riconosciuta per la sua audace scrittura ed estetica, presente nella sua recente e apprezzata cinematografia ( Saltburn 2023 e Promising Young Woman 2020).
Nel mese di febbraio, il suo film, più di tutti è stato oggetto di discussone; tra dissenso e clamore, è ora disponibile nelle sale cinematografiche. Il film, si popone essere una rilettura, libera e soggettiva dell’attrice e regista britannica Emerald Fennell del romanzo Ottocentesco.

È capitato a tutti e a tutte di leggere un libro ed immaginare i personaggi che compongono la narrazione, è un processo che viene naturale, è parte integrante del piacere della lettura. C’è chi, come Emerald Fennell, può avere la fortuna non solo di immaginare il tutto ma di renderlo reale fino a realizzare un vero e proprio film.
1.Storia di ossessione, trasgressione e desiderio.
Nella brughiera inglese, la vita di Catherine Earnshaw procede in maniera ordinaria tra marachelle infantili e disordini di ordine familiare. Questa quotidianità viene sconvolta dall’arrivo di un trovatello, salvato dalle mani di un padre violento.

Catherine gli darà un nome e da lì in poi, tra di loro si istituirà un fortissimo legame. A scongiurare questo legame eterno, sarà il bisogno di denaro, di fatti Catherine sposa un uomo molto ricco, Edgar Linton, attratta dal luccichio di ciò che può avere ma a cui di fatto non appartiene.
L’orgoglio e la testardaggine dei personaggi, li porteranno a separarsi per poi ricongiungersi e conoscere l’apice del desiderio e la pazzia più profonda.
2. Il gotico firmato fennell
Il film inizia con un’impiccagione che richiama l’attenzione sulla crudeltà e la violenza che i due giovani protagonisti vivono. Le premesse sono chiare: ciò a cui assistiamo è un mondo selvaggio all’interno del quale crescono e si formano persone selvagge.

Tale brutalità e freddezza, si ripresentano anche nei luoghi casalinghi, e nella loro conformazione architettonica austera e oscura. A casa, nessuno dei due protagonisti è libero dalle angherie del capo famiglia. Il signor Earnshaw di fatti si presenta come un bruto privo di attenzione nei confronti dei giovani ragazzi che ha sotto la sua ala.
Il Personaggio più vicino alla figura genitoriale è Nelly. Da sempre al fianco di Catherine, si presenta come giudiziosa e protettiva. Questo cambia all’arrivo di Heathcliff, che innesca un sentimento di invidia che la porterà ad agire e dividere i due, sovrapponendo la sua volontà alla loro.
L’ambientazione delle campagne inglesi fa da cornice al temperamento dei protagonisti e diventa l’unico luogo in cui si può essere liberi oltre ad essere connotato come luogo in cui i due si rifugiano. Per Cathy sarà anche luogo di unione e riconciliazione con Heathcliff.

3. i corsi e ricorsi narrativi di ” cime tempestose
La storia tragica, passionale e tormentata di Heathcliff e Catherine non è mai stata così pop. La trama, è una vera a propria rilettura della regista, di conseguenza ciò a cui assisterete non è interamente aderente a ciò che accade nell’opera originale.
La regista per mettere in chiaro questo punto usa un escamotage particolare: sia nella copertina che nell’titolo d’apertura, ha virgolettato il titolo, sottolineando con particolare ironia la lontananza dall’opera originale. Di fatti non si può parlare di adattamento cinematografico.

Ciò a cui assistiamo è la proiezione di ciò che Emerald Fennel ha immaginato a quattordici anni, la sua versione della storia. Ma cos’è che fa davvero arrabbiare? Il fatto che si sia snaturata l’opera letteraria, che è un film per “ragazzine”, che sia un azzardo troppo grande per una donna?
Io vi rispondo che la questione è più complessa.
4. Catherine
Catherine Harnshaw viene interpretata da Margot Robbie. Cathy vive con un padre ubriacone e violento che sperpera denaro. Insieme ad altri domestici, vivono a Cime Tempestose (Wuthering Heights) . Cathy ha un animo ribelle, a tratti capricciosa e sgarbata, ama ed è amata, benvoluta e protetta per quel che è possibile.

Il film ricopre tre momenti della vita di Catherine: una prima parte, bambina in cui conosce Heathcliff. Una seconda parte dedicata alla gioventù, prima del matrimonio, libera con ancora al suo fianco Heathcliff, con cui è cresciuta per cui prova un amore taciuto, rabbioso, fatto di sguardi e non detti.
Una terza parte dedicata alla vita da giovane coniuge Linton, tra ricchezza e sfarzo, incatenata ad un ruolo che non le appartiene, un’anima tormentata avvolta in uno stretto eccentrico corsetto, che la porterà ad una morte soffocante.

Seguendo proprio questa tripartizione temporale cerchiamo di entrare nel vivo della (ri)scrittura del personaggio di Cathrine Hernshow.
Nel film è molto interessante il modo in cui lavorano i costumi che definiscono come Cathy sia un’outsider: il suo vestiario la eleva e la differisce dagli altri personaggi.

La Fennell grazie all’aiuto della costumista Jacqueline Durran ha attribuito a questa sua ribellione il colore rosso, come tratto distintivo che emerge anche a livello visivo nei colori predominanti offre un forte contrasto con i colori del film che sono il nero, il verde il bianco.
5 Heathcliff
Interpretato da Jacob Elordi, Heathcliff nome prescelto da Cathy, è il grande amore, l’uomo che ha amato con cui non può stare insieme a causa delle loro differenze di classe.
Sarà poi questa la ragione della separazione che porterà Heathcliff ferito nell’orgoglio lascerà cime tempestose per arricchirsi e solo dopo riunirsi con la sua amata.

Heathcliff rappresenta il risveglio sensuale, incarna allo stesso tempo il maligno, è scortese con gli altri ma cortese con Cathy. È dominante, pretenzioso, atteggiamento che avrà anche con Isabella.
6. ISABELLA
In questo film, a differenza dell’opera letteraria, Isabella non è più la vittima. La sua anima, prima pura, casta illibata, si corrompe o meglio si apre mostrando la verità del suo essere, una volta che si unisce con Heathcliff. Il suo amore ossessivo e tormentato è in realtà proiettato in entrambi i protagonisti.
Isabella viene riconosciuto come uno dei personaggi più interessanti per quanto riguarda questo riadattamento, di fatti credo sia uno degli esperimenti all’avanguardia della Fennall più riuscito. Portatrice di desiderio e di autoaffermazione, si lascia letteralmente andare per ricongiungersi con il suo piacere.

La nostra disincarnata Isabella è interpretata da una (sempre) incredibile Allison Oliver. Passaggio da un timido infantilismo ad una libera ascesa alla scoperta del desiderio sessuale. Il suo personaggio si carica di una forza dominante che la scardina dalla condizione di passività in cui Edgar e la stessa Cathy l’avevano inserita.

7. tra polemiche…
Dal momento che il film, non si propone come una trasposizione fedele del romanzo, non ho intenzione di soffermarmi su tali differenze. Cò di cui è importante parlare è cosa manca al film e quindi alla visione della regista.
Ma procediamo con ordine: una delle prime polemiche fa riferimento al casting. Di fatto Margot Robbie e Jacob Elordi non rappresenterebbero al meglio i protagonisti del romanzo.

La prima per una questione d’età e per la dissonanza con la rappresentazione dei tratti somatici originali. La stessa cosa vale per Heathcliff che nel romanzo viene descritto come un uomo non bianco, quindi giustificata la critica di definizione.
Withewashing, letteralmente significa imbiancatura, ma nel linguaggio del cinema, in italiano si può dire dare una sbiancata ai protagonisti; perlopiù associato alle “accuse di withewashing”, cioè a una strategia razzista.
8. …critiche sensate
Nel complesso la trovo una critica sensata perché come ben sappiamo, fare cinema significa fare politica e le rappresentazioni contano. Era importante attenersi a questo particolare in quanto è ciò che scatena lo svolgimento della narrazione e caratterizza a 360 gradi i personaggi.

(Cime Tempestose,2026)

Il vissuto dei personaggi influenza la narrazione nel libro e la mancanza di alcuni dettagli legati alla loro caratterizzazione, rende vane alcune riflessioni proposte del libro. Nonostante ciò la coppia funziona nel film.
Mancata questa caratterizzazione del personaggio, il film elimina, in parte, la questione di razza e di classe centrale nelle dinamiche della narrazione. Dico in parte in quanto, comunque, il film non mette in luce questa grande differenza.

Entrambi risiedono nella stessa casa, vivono la stessa indigenza economica, sebbene in due spazi abitativi differenti (lui n una sorta di soffitta, lei possiede una camera più “signorile”).
Quindi il discorso della questione di classe si sgretola. Sicuramente lui ha una posizione inferiore rispetto a lei ma questa differenza non è chiara, risulta comprensibile solo nel momento in cui i due si separano a causa delle parole di lei.
La questione di classe e di razza si intersecano ponendo le basi per la storia, ma nel film non viene dato spazio a queste tematiche di maturare e realizzarsi.
9. l’amore e il desiderio
Il tema principale che ricopre tutta la narrazione è l’amore, tormentato, sfacciato, passionale. La riscoperta del desiderio sessuale è una presenza costante nel film ed è legata ai sensi del gusto e del tatto.

A determinare il desiderio e la passione sono il tatto e il gusto. Il montaggio dinamico del film sovrappone scene di tipo sessuale al cibo, come per esempio la scena dello scherzo delle uova e della preparazione del pane.
Catherine e Heathcliff non avranno mai l’opportunità di vivere serenamente il loro amore, tormentandosi a vicenda fino alla fine . Infelice e rammaricata Cathy morirà tra le braccia dell’amato con la promessa di continuare a tormentarlo per sempre.
10. flop o top?
Il film è la rappresentazione di una cultura, quella pop, a definire ciò non è solo la messa in scena particolare, i costumi e la trasposizione audace, ma è anche la musica. Charlie XCX con il suo album, di cui solo alcune canzoni sono presenti nel film, si unisce a brani più evocativi come quello di Olivia Eyed Sailor, per creare una narrazione parallela a suon di musica.
Per rispondere alle domande poste all’inizio, l’indignazione è compresa se argomentata. Ciò a cui abbiamo assisto è un ottimo esercizio di regia, di carattere e l’estetica della Fennall che con personalità ha portato sullo schermo una rappresentazione originale, personale e atipica. Non scomoderei Emily Bronte per giudicare ciò che grande già è nella sua natura letteraria originale.
Per il resto non lasciamoci influenzare troppo da ciò che viene giudicato “da ragazzine” piuttosto pensiamo che quando un prodotto del genere viene fatto da un uomo, non si grida allo scandalo e non si è così scettici. Perciò appassionatevi, guardate ciò che vi piace, con giudizio e leggerezza e come sempre viva il cinema!
Le immagini sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo non commerciale. I diritti sono riservati ai rispettivi proprietari.





